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STORIA DI UN BIVACCO PDF Stampa E-mail
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Sulle Pale di San Lucano, sopra Cencenighe, nella Valle Agordina,
c’è un Bivacco fisso G.A.V. – F.I.E., dedicato a Margherita Bedin.
Vogliamo raccontare perché e come siamo riusciti a realizzare quest’opera.


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Era il 2 giugno del 1975, ed un nostro socio era partito con la giovane figlia  per una gita sul Gran Sasso d’Italia, tutto si era svolto nel migliore dei modi quando, all’improvviso, sulla via del ritorno il tempo mutò repentinamente e una tempesta furiosa li colpì. Tutti gli sforzi del padre per cercare di mettere al riparo Margherita furono inutili; quando arrivarono i soccorsi era ormai troppo tardi.  Margherita era stata colpita da un destino crudele proprio fra le montagne che tanto amava.

 Alla terribile notizia restammo tutti increduli e frastornati e ci vollero più giorni per accettare la triste realtà, ma un po’ alla volta cominciò a balenarci un’idea: perché non facciamo qualcosa per ricordare Margherita? Molti soci portarono proposte ed idee, alla fine il Consiglio Direttivo del G.A.V. (Gruppo Alpinistico Vicentino) approvò l’iniziativa di costruire un Bivacco. Venne interpellata la  Fondazione Berti di Trieste, preposta al coordinamento delle opere alpinistiche (bivacchi e rifugi), che ci diede il via libera per costruire un Bivacco sulle Pale di San Lucano.

Iniziò così per il nostro Gruppo un lungo lavoro che ci avrebbe portato nel giro di due anni all’inaugurazione del “BIVACCO MARGHERITA BEDIN”.

Non fu facile la scelta del luogo dove installare il Bivacco; dopo molte ricognizioni, un giorno risalendo il sentiero 764 che da Cencenighe porta a Malga d’Ambrosogn, salimmo fino alla Forcella Besausega e da lì raggiungemmo un ameno pianoro in località  “Le Cime”. Decidemmo che lì sarebbe sorto il nostro Bivacco. Per il progetto, scartata la proposta di una ditta specializzata in queste costruzioni , sia per i costi che per la scarsa capienza del manufatto, emerse l’unità e lo spirito di collaborazione dei nostri soci.. Dopo un attento esame delle esigenze formulate dal Consiglio, l’ingegnere Sergio Bedin, zio di Margherita, ci presentò un progetto con caratteristiche all’avanguardia in campo nazionale. Così, sotto la guida dei soci Bepi e Vittoriano esperti in carpenteria metallica e falegnameria,  cominciò un lungo lavoro che ci vide impegnati dall’autunno del 75 alla primavera inoltrata del 76, in un edificio messoci a disposizione da alcuni soci.

Il 25 luglio del 76 il Bivacco era pronto e non aspettava altro che essere collocato sul posto prescelto. Alla presenza del Presidente Regionale della F.I.E. cav. Silvano Giarolo il nostro bivacco ebbe il suo primo battesimo. Per il trasporto e la sistemazione, ancora oggi ci chiediamo come siamo riusciti a concludere l’operazione con tutte le traversie e i contrattempi che abbiamo dovuto affrontare. Dopo aver smontato tutto, con dei camion abbiamo trasportato i pezzi a Taibon Agordino, punto di partenza dell’elicottero della Setaf per il trasporto in quota. Era la fine di agosto, tutto era pronto, elicottero compreso ma non avevamo fatto i conti con il maltempo che imperversò  per parecchi giorni. L’amarezza fu ancora più grande quando ci comunicarono che per motivi di servizio l’elicottero non era più disponibile. Cosa fare a quel punto?

L’allora Presidente Marcello Vezzaro e i suoi collaboratori non si persero d’animo; si rivolsero al IV Corpo d’Armata di Bolzano che aveva a disposizione esperti piloti per il trasporto e il soccorso in montagna. Dopo lunghe spiegazioni sul materiale da trasportare, il luogo da raggiungere, e tutto quello che concerne un’operazione del genere, il 24 ottobre 1976 il Ministero della Difesa ci diede il suo benestare per un elicottero.

Il 4 novembre, sotto una pioggia battente, il materiale era pronto per il trasporto; chi doveva salire a piedi era partito, ma quando l’elicottero arrivò a Taibon si prese atto dell’impossibilità di fare il trasporto e così dovemmo rinunciare. Il 10 novembre il tentativo fu ripetuto ma ancora una volta le condizioni atmosferiche non ci permisero di concludere l’operazione. Fortuna volle che il Comandante pilota del velivolo fosse il vicentino Diego Sartori che, colpito dalla nostra decisione e buona volontà, si rese disponibile a ripetere il tentativo nei giorni successivi. Venerdì 12 novembre l’elicottero arrivò alle 9, richiamando in strada tutto il paese; ci fu un gran trambusto perché le pale crearono un tale spostamento d’aria che tutti quanti avevamo il nostro bel daffare per trattenere teli e materiale, ma non c’era problema: eravamo talmente tanti! Ci vollero sette voli per trasportare tutto il materiale e i quattro uomini addetti al montaggio.

Dobbiamo veramente porgere un particolare ringraziamento al Comandante pilota Diego Sartori per l’aiuto prestatoci, e un ricordo particolare al secondo pilota Braga di Piacenza, caduto successivamente nei pressi del Rifugio Puez nell’adempimento del proprio dovere.

Non fu facile portare a termine il montaggio del Bivacco, perché sul posto c’era già molta neve. Per la fine di novembre si riuscì a mettere in sicurezza la struttura esterna e buona parte dell’arredo interno; nella primavera successiva si susseguirono varie squadre per finire il lavori e finalmente il 3 luglio del 1977 era tutto pronto per l’inaugurazione.

In un mattino bellissimo di sole splendente, la gente cominciò a spuntare da tutti le parti, e le persone del luogo, che conoscono bene le loro montagne, giungevano dai posti più impensati. Nello spazio di un’ora il pianoro era pieno di gente; fu celebrata la Santa Messa e Don Aldo e Don Ferdinando benedirono il Bivacco. Ora era veramente finito.

Questa è la storia del nostro Bivacco. Abbiamo pensato di raccontarla per farvi venire la voglia di andarci. Vi garantiamo un posto bellissimo, un po’ faticoso da raggiungere per il dislivello di salita, ma la meta sarà appagante, Vi ospiterà un luogo confortevole e ben attrezzato.
 
Il Bivacco è raggiungibile da Cencenighe Agordino.

Prima del centro di Cencenighe (giungendo da Agordo) si gira a sinistra per la frazione Prà di Mezzo; si segue il sentiero 764 per la  Val Torcol, Malga Ambrosogn, Forcella Besausega, Bivacco Margherita Bedin m. 2210

 

Difficoltà: Escursionistica

Dislivello m 1.400

In sede G.A.V. abbiamo a disposizione un video che mostra le varie fasi della costruzione e installazione del bivacco, e il sentiero da percorrere per raggiungerlo


G.A.V. Gruppo Alpinistico Vicentino

Via C. Colombo 11

36100 VICENZA

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