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LA MARCIA ALPINA DI REGOLARITA’ IN MONTAGNA PDF Stampa E-mail
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La marcia alpina di regolarità in montagna è di fatto uno sport “povero” che impone a chi lo pratica una costanza negli allenamenti, una buona conoscenza sia della propria capacita fisica che di autodeterminazione.

Per praticare la marcia alpina di regolarità bastano “un paio di scarpe da montagna”, ed un “orologio – cronometro”, oltre naturalmente all’attrezzatura che l’atleta riterrà necessaria dopo aver preso visione del bollettino meteorologico.

Sono assolutamente vietati i conta passi, i computer e ogni altra diavoleria moderna che possa sostituire tutto e in parte il ragionamento dell’atleta.

Ma che cos’è questa marcia alpina di regolarità, dove viene praticata, dove è nata e quando fu creata? 

Per le ultime due domande la risposta è vaga e si perde nella notte dei tempi, è certo che veniva praticata nel ventennio fascista in quanto in quanto si trovano premi inerenti allo sport in oggetto da parte dell’ O.N.D.  – F.I.E., “Opera Nazionale Dopolavoro  -  Federazione Italiana Escursionismo”, ma certamente anche prima.

Cosa sia non è facile da concretizzare in poche righe ma basti sapere che al momento del via al concorrente viene consegnato un cartellino con indicata l’ora di partenza e la media oraria da tenere fino al successivo controllo.

L’atleta, oltre a questi dati non ignora sia il tipo di percorso, la lunghezza,  il tipo di percorso, la quantità di controlli e cambi media durante lo stesso.

Ai controlli, i giudici e cronometristi annoteranno sul cartellino dell’atleta l’ora del passaggio e la nuova media da tenere. Unica certezza dell’atleta  sarà che una media sarà sempre sinonimo di salite più o meno difficili.

Premesso tutto questo, al lettore verrà spontaneo chiedersi ma, un’atleta come può mantenere delle medie variabili su terreni ancora più variabili? E’ qui che entra in ballo la preparazione non solo atletica ma soprattutto tecnica che si raggiunge con l’allenamento e l’autodeterminazione.

 Per gli allenamenti, di norma un atleta, misura un tratto di strada, cronometro alla mano conterà i passi che compie ogni minuto (mantenendo costante il ritmo), che gli servono per coprire quel tratto di strada. Sarà poi con l’allenamento che mantenendo invariato l’ampiezza del passo, aumentando o riducendo il numero dei passi al minuto, garantirà l’esatto computo della media.

Altro capitolo e non meno importante è invece riservato agli organizzatori che una volta individuato il percorso ottimale, lo dovranno misurare in modo perfetto, tenerlo segreto al punto di segnalarne alcuni tratti al mattino prima dell’inizio della gara, onde non facilitare atleti che conoscano la zona.

Alla fine, il computer farà la parte del leone, calcolando tempi di percorrenza nei vari settori per  ogni atleta e addebitando a questi ultimi eventuali punti di penalità (uno ogni secondo di differenza in più o in meno) facendo la differenza tra il tempo teorico e il tempo effettivo. La somma dei punti di penalità di tutti i settori, determinerà la classifica della gara.

Le categorie ammesse alle gare sono suddivise tra i ragazzi fino a 11 anni che di solito fanno un percorso molto breve e facile, per entrare poi sulle categorie juniores. Seniores maschile e femminile e la categoria amatori.

Questa attività sportiva viene svolta in Italia principalmente nelle regioni del nord e sotto l’egida della F.I.E. “Federazione Italiana Escursionismo”.

 
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